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LA SOCIETA’ DELLA TRASPARENZA E SUE IMPLICAZIONI

La società della trasparenza rimanda a più tematiche e problematiche. Noi crediamo che la comunicazione sia l’area più minacciata, compromessa ed esposta.

Oggi il termine “trasparenza” è ambiguo: è tutt’altro che chiarezza, onestà, moralità, sincerità. Il suo significato oggi è sinonimo di confuso, torbido, senza confini. Siamo nel mondo del panottico nel senso del tutto visibile, della connessione perenne che va a scapito dell’intimo.
La trasparenza è una tendenza a spianare, livellare, diventando una coercizione sistemica che coinvolge tutti i processi sociali mutandoli. La società uniformata stabilizza il sistema eliminando l’Altro o l’Estraneo creando così distanza tra Sé e l’Altro da Sé.
Confrontandoci con le tematiche adleriane che sempre richiamano il senso dell’uomo ci siamo posti degli interrogativi: come rileggere concetti quali potere creativo, sentimento sociale, compiti vitali, relazione?
Nel tempo e nella società del “dopo Adler” dove sta ancora l’attualità del pensiero adleriano?
Oggi la creatività dell’individuo si perde nelle relazioni virtuali, così come il sentimento sociale e il senso di comunità hanno lasciato il posto al gruppo, agli agglomerati, alle brand communities. I compiti vitali sono sempre più caratterizzati dalla  “precarietà”: del lavoro, dei rapporti tra i sessi e tra gli individui in genere.
La solitudine è il comune denominatore. Un rapporto trasparente è una relazione morta, priva di ogni attrattiva.
La trasparenza coincide con un vuoto di senso.
Quella che oggi potrebbe apparire come libertà è più che mai controllo, potere.
La connessione perenne esaspera l’onnipotenza. Pure la trasparenza dei legami è una finzione rafforzata.
Ne deriva un disadattamento emotivo interno che dà origine alle psicopatologie emergenti prodotto di una “società di prestazione”.
Sul versante clinico e terapeutico cambia l’assetto mentale del terapeuta che dovrà affrontare nuovi suoi propri atteggiamenti  e controatteggiamenti del paziente.

Dr Claudio Ghidoni et coll.

(Tratto dai poster del XXVI Congresso Nazionale S.I.P.I. – Società Italiana di Psicologia Individuale: Atteggiamenti e controatteggiamenti. Teoria, Clinica, Ricerca, Bologna: 15-17 Aprile 2016).

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