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CON – TATTO in Psicoterapia

Nella convinzione che l’intera esperienza umana sia vissuta e sperimentata attraverso la
corporeità e la sensorialità, le riflessioni esposte nel presente lavoro si concentrano sul
tema, spesso poco considerato in psicoterapia, dell’organo del tatto nel lavoro clinico
psicodinamico.

Nel rapporto relazionale con il paziente nascono infatti, nella reciprocità e
nell’inconsapevolezza, situazioni toccanti che possono avere valore trasformativo sia per
il terapeuta che per il paziente.

Più che frutto di espedienti o applicazione di tecniche
particolari, questi momenti semplicemente accadono, e permettono di trovarsi
improvvisamente nell’interno del fantasma dell’altro.

L’essenza di tali situazioni toccanti è quella di sperimentare la propria esistenza e al
contempo quella dell’altro, in una sorta di incontro che avviene tra due soggetti, tra
un’identità e un’alterità.

Tale metafora del tocco non è meno incisiva di quello che
avviene nell’azione reale di una mano che tocca il corpo dell’altro.

Inteso in questo modo, il tocco può sia costruire vicinanza che creare distanza, quando
viene meno quell’attenzione tenera e piacevole e prevale invece l’abitudinarietà e la
monotonia, o peggio l’indifferenza, che portano ad una reciproca estraneità.

Saper toccare è sapere giocare creativamente in seduta con tutti gli eventi che
avvengono, destando emozioni attraverso le quali favorire veri e propri passaggi di
cambiamento.

La personalità del terapeuta e quella del paziente, i due rispettivi stili di
vita, divengono in tal modo opere d’arte.

I propulsori del nuovo e dell’inaspettato, in tale cornice, sono spesso i nostri stessi limiti e
dubbi, più che le nostre certezze.

I pazienti infatti non vogliono solo imparare, ma sperimentare che, attraverso l’esperienza psicoterapeutica,
possono ripartire nella vita.

Ignorare le situazioni toccanti può portare invece a un fallimento della psicoterapia, in cui
la mancanza di un contagio relazionale ricade sia sul paziente che sullo stesso terapeuta,
relegato nella sicurezza del ruolo di un mestiere.

Il poster sarà corredato da due casi clinici esemplificativi rispettivamente di una
situazione di contatto e di una situazione di mancato contatto, vissuti da due colleghe ed
approfonditi nell’arco di un percorso strutturato di supervisione di gruppo.

 

Dr. Claudio GHIDONI,
Dr. Francesco BOCCI,
Dr.ssa Simona BRAMBILLA,
Dr.ssa Silvia BROCCA,
Dr.ssa Marta MILANESI,
Dr.ssa Natascia PODIO,
Dr.ssa Chiara SCARATTI

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